Il GMO Internet Group pagherà i suoi dipendenti in Bitcoin

Lo stipendio in Bitcoin? Una realtà.

Il GMO Internet Group, una multinazionale con sede a Tokyo attiva in più di 10 paesi, ha annunciato l’introduzione di un sistema che consentirà ai dipendenti di ricevere parte del loro salario in Bitcoin. Questa parte di salario potrà oscillare da un minimo di 10.000 yen (circa 88 dollari) ad un massimo di 100.000 yen (882 $).

Per aziende che lavorano in ambito blockchain e crypto, pagare dipendenti e collaboratori in crypto non è una novità, ma il fatto che anche grandi compagnie stiano adottando le cripto per pagare gli stipendi è un segno di come i tempi stiano effettivamente cambiando.

Inizialmente la novità riguarderà solo una delle aziende del gruppo, la giapponese GMO Internet Co. Ltd., ma il peso di GMO preannuncia la possibilità di un’innovazione su più larga scala.

La multinazionale opera da sempre nell’ambito della fornitura di servizi internet a privati e imprese, ma è oggi anche molto attiva nell’offerta di servizi nel settore criptovalute, sia per quanto riguarda il trading che il mining. Quest’anno infatti GMO ha lanciato un exchange per criptovalute, e a partire da gennaio 2018 dovrebbe partire anche la produzione di hardware per il mining. In ottobre GMO aveva inoltre annunciato di avere in programma il lancio di una ICO.

Ciò detto, appare chiaro che la decisione del gruppo di offrire ai dipendenti la possibilità di ricevere parte del proprio salario in Bitcoin sia motivata dalla volontà di spingere l’adozione della criptovaluta, allargando il bacino d’utenza di Bitcoin (e quindi dei propri servizi).

Il 2017 è stato un anno particolarmente intenso per le criptovalute, che hanno visto un boom impressionante nella capitalizzazione di mercato e l’entrata di nuovi investitori e adopters. Il Giappone in particolare si è distinto costituendo da solo tra il 30 e il 50 percento delle transazioni in cripto. E mentre non tutti guardano al fenomeno delle criptovalute con ottimismo, sembrerebbe che il gruppo GMO sia deciso a porsi alla testa di questo cambiamento.